08 Febbraio 2024

Che l’emergenza Covid-19 abbia cambiato le nostre vite ormai è cosa nota.
Il giornalista Davide Faraone ha intervistato i medici della Salute Mentale e Neuropsichiatria di Palermo riscontrando dei dati preoccupanti a seguito di questa emergenza: i trattamenti sanitari obbligatori sono incrementati del 40%; la dispersione scolastica e i tentativi di suicidio nella fascia di età tra i 14 e i 18 anni si sono alzati del 30%. Questi sono solo alcuni dei dati emersi dall’indagine di Faraone che sì, rispecchiano la realtà Palermitana, ma che in prospettiva possono farci immaginare quale sia la situazione a livello nazionale. Spoiler: non è molto diversa.
 Al pari dell’aumento di queste problematiche è aumentata anche la richiesta di aiuto a strutture sanitarie le quali, però, non sempre riescono ad intervenire prontamente. Scrive Faraone: “Le richieste di intervento e di presa in carico, in neuropsichiatria infantile, hanno avuto un incremento del 30%, così come si registra un aumento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con un abbassamento di età d’esordio già a 12-13 anni”. In concomitanza all’aggravarsi di questa situazione vi è un crollo delle assunzioni di medici psichiatri, neuropsichiatri, psicologi, che causano un peggioramento dell’integrazione tra ambito sociale e sanitario rendendo difficoltoso il percorso di guarigione di un assistito. Si innesca così un circolo vizioso: manca la realizzazione dei livelli essenziali di assistenza previsti dalle norme statali, si abbassa la qualità della vita delle persone che hanno bisogno di interventi sulla salute mentale ed aumenta la spesa farmacologica e le richieste di controlli sanitari.

Sarebbe dunque utile partire dalla prevenzione, così da seguire e guidare giovani e adolescenti ad una maggiore consapevolezza riguardo la salute mentale, con l’obiettivo di riconoscere i segnali dei primi disturbi d’ansia ed evitarne la cronicizzazione.

Di certo c’è che il Covid ha fatto emergere una cosa: la salute mentale è importante tanto quanto la salute fisica ed è ormai impossibile far finta che non sia così. La cultura della nostra società deve muoversi in questa direzione, in quanto chiunque soffra di salute mentale ha diritto ad una terapia sicura ed efficace. Certo, la situazione politica in cui viviamo sembra non incoraggiare questo tipo di cambiamento. Recentemente è stato infatti cancellato dalla Legge di Bilancio il fondo per il contrasto ai disturbi alimentari, che avrebbe dovuto contribuire all’apertura di centri specializzati ove non presenti e a creare una rete di supporto per chi soffre di questi disturbi.

Va da sé che non possiamo restare con le mani in mano, ognuno di noi può apportare un cambiamento nel proprio piccolo ed è proprio per questo che Fondazioni come Progetto Itaca nascono.

Articolo di Ylenia
per il progetto “Attivismo Digitale