PER LA MENTE,
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Il peso della violenza

09/06/2022

Di violenza sentiamo parlare molto spesso, in particolare, purtroppo, contro le donne.
Abbiamo tutti ben chiara, anche se non per esperienza diretta, ma magari trasmessa dai media, l’immagine della donna col volto tumefatto che racconta di essere inciampata e di aver sbattuto.
La violenza fisica è una grossa parte del problema, come lo è quella sessuale.
C’è però un aspetto che molto spesso viene trascurato, ed è quello della violenza psicologica

Di cosa si tratta?
L’ISTAT, nelle indagini sui maltrattamenti verso il genere femminile, si è occupato di rilevare anche questo tipo di comportamento, che include ad esempio strategie di isolamento, denigrazioni, imposizione di limitazioni economiche,  controllo dei comportamenti e intimidazioni.

Dalle indagini effettuate nel 2006 e nel 2014 è emerso che le violenze non sono denunciate quasi mai e, spesso, nemmeno raccontate, soprattutto se sono state inflitte dal partner. A essere colpite da violenza domestica sono prevalentemente quelle donne che hanno un compagno che manifesta un atteggiamento violento anche all’esterno, sia fisico che verbale e che tende a svalutarle.
Inoltre, è più facile che la violenza provenga da chi l’ha già vista o vissuta in famiglia e da chi soffre di alcolismo.

Nel 2006, le donne che hanno subito violenza psicologica sono risultate essere 7 milioni 134 mila.
Per fortuna nel 2014 sono risultate essere in forte calo:il 26,4% ha subito violenza psicologica da parte del partner attuale, contro il 42,3% del 2006.

Le donne che sono sottoposte a questo tipo di trattamento molto spesso vengono isolate, ovvero vengono loro imposte delle limitazioni nel frequentare la propria famiglia e gli amici. Inoltre, è frequente che vengano dissuase o che sia loro impedito di lavorare e di studiare. Il partner tende ad avere sulla propria compagna un controllo molto rigido, decidendo al suo posto come deve vestirsi e pettinarsi.

Un’altra forma di controllo è il pedinamento o, addirittura, l’imposizione a non uscire di casa da sola.
Questo tipo di violenza può sfociare, in ultima battuta, nella segregazione.

Assai frequenti sono poi le forme di violenza verbale, volte a sminuire e svalorizzare la donna. Questo accade sia in privato che in pubblico, esponendo la persona a umiliazioni continue, offese, critiche sull’aspetto o sulla gestione domestica e familiare. Molto forti possono essere le reazioni di rabbia se la compagna cerca di parlare con altri uomini. Nel tentativo di sottoporre la compagna al proprio volere possono venire usate forme di intimidazione gravi, fino ad arrivare al ricatto.
Tra le minacce principali ci sono quelle di distruggere proprietà della donna, di sottrarle i figli, di far loro del male o di danneggiare altri membri della famiglia, persone care o animali e, infine, di suicidarsi.

Un altro particolare tipo di violenza psicologica è la violenza economica, ovvero l’impedimento a conoscere il proprio reddito familiare e a usare liberamente il denaro e il controllo sulle spese.

Alla violenza psicologica, nella maggior parte dei casi (77,6 %), segue di pari passo quella fisica o sessuale.

Le violenze più gravi, nel 2014, hanno riguardato l’1,2% delle donne in coppia: circa 200 mila donne. Per un quarto di loro, i figli sono stati oggetto di ritorsione o minaccia. Crescono i numeri per le donne separate.

La violenza di tipo psicologico può essere molto subdola in quanto, al contrario di quella fisica o sessuale, non lascia immediati segni tangibili. Come sempre, purtroppo, quello che non si vede non esiste. Ecco perché troppe donne sono reticenti a parlarne o, se lo fanno, spesso non vengono credute.
Loro stesse tendono a sminuire i gesti e le parole del partner. Invece è bene saperli riconoscere, rendersi conto di cosa è affetto e cosa non lo è, di cosa invece è controllo e manipolazione.
I lividi si vedono e le percosse possono distruggere, ma anche le crepe dentro non scherzano.



Bibliografia:
La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia, Istat 2006
Il numero delle vittime e le forme della violenza, Istat 2014

Articolo realizzato da Annalisa,
per il progetto “Attivismo Digitale

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