01 Settembre 2022

Da anni ormai la preoccupazione estetica e fisica per l’immagine di sé sembra essere prioritaria tra gli obiettivi delle persone: alimentazioni restrittive o esagerate, allenamenti estenuanti, sensi di colpa e senso del dovere sono all’ordine del giorno per noi giovani, vittime di una diet culture nata in America e arrivata ormai in tutto il mondo.

Il modello di vita proposto, prima per mezzo della televisione e oggi, in maniera ancor più pervasiva, attraverso i social network, predispone una routine molto rigida e sana, senza considerare che un’esagerata fedeltà alle regole non è mai stato producente né per la società né per l’individuo.

L’alienazione del sé conseguente questa routine prevede pratiche quali la sveglia di primo mattino, allenamento e/o self-care behaviours (abitudini di cura verso se stessi, spesso di calibro estetico-apparente), un’alimentazione sana, una giornata trascorsa a produrre lavorando o studiando e rimanere a casa la sera, per addormentarsi la sera presto e dormire le ore sufficienti e raccomandate – astenendosi dalle uscite e dai divertimenti.

Per quanto sicuramente sano ed esemplare, uno stile di vita analogo comporta la mancanza di socialità, la focalizzazione sulla produzione tipica di una società capitalista e consumista quale quella occidentale, e pure la demonizzazione di tutto ciò che riguardi “l’altro”: in una giornata del tipo sopra descritto, non vi è spazio per gli amici. Non vi è flessibilità verso quel piatto gustoso che ci è sempre piaciuto. Non troviamo spazio per la stanchezza e l’ozio, non può esistere un po’ di brio che la dimensione umana, invece, necessita.

Un modello del genere può generare ansia in tutte quelle persone non amanti dello sport, oppure estimatrici del buon cibo e della socialità. Tutto ciò non lascia spazio all’imprevedibilità della vita che ha invece portato cambiamenti e svolte a tutti noi.

La salute fisica, di primaria rilevanza secondo questa mentalità di “healthy lifestyle”, è sicuramente curata e mantenuta a standard tra i più alti di sempre, sia storicamente che trasversalmente rispetto agli altri stili di vita altrettanto attuali: tuttavia, serve considerare due importanti implicazioni tra loro correlate.

Anzitutto si rifletta sulla Salute Mentale, sul fatto che passare la propria vita in funzione dell’apparire allineati a un modello esteticonon sia sicuramente propedeutico a una sanità interna. Per quanto appunto sano, questo stile di vita è in realtà altamente disequilibrato.

Secondo, si consideri la mancanza o la trascuratezza dei rapporti interdipendenti.
Siamo animali sociali, siamo intrisi di rapporti e relazioni, necessitiamo il panettiere alla domenica mattina e la signora antipatica dalle risposte sbrigative all’ingresso del posto di lavoro, necessitiamo una pizza con gli amici tanto quanto una telefonata inaspettata e di cordialità a fine giornata.
Ci serve sapere che non siamo soli, ci serve sapere che siamo umani circondati da umani.
Ci serve più che passare ore e ore, tutti i giorni, in palestra, più che rinunciare a occasioni ed eventi per rispettare la dieta.

Sfortunatamente vi è un’esagerata pressione da parte dei social network, come dicevano, che porta le persone a modificare la propria quotidianità secondo tale modello, cosicché si influenzino altri individui della propria rete sociale, concludendo con una diffusione a macchia d’olio di queste abitudini che, se non rispettate, possono generare ansia, senso di incompetenza e tristezza nella persona che decide e sente di astenersi.

Sentirci diversi e fuori dal gruppo non può che portare a emozioni tremendamente negative e dolorose, creando un circolo vizioso nel quale ci sentiamo diversi e inadeguati e creiamo distanze tra noi e quel tipo di vita, aumentando il senso di inadeguatezza e allontanandoci ulteriormente.

Il qui presente articolo non mira a discriminare nessuno stile di vita quantomeno alcuna abitudine.
Semplicemente vuole ricordarci di lasciare spazio alle cose belle, semplici e conviviali della vita.Di riconoscerci il nostro valore a prescindere dal bel fisico e dal rendimento lavorativo e/o scolastico. Vuole spronare chiunque a perseguire il proprio volere, il proprio benessere e le proprie abitudini. Non è necessario aderire agli standard in voga oggi: siate sempre liberi di essere chi vi sentite di essere.


Articolo realizzato da Maria Vittoria,
per il progetto “Attivismo Digitale

Influenze e deformità