20 Febbraio 2024

Sta in una lacrima.
Sta nella mancanza di fiducia.
Sta in una scelta che fai anche se non la vuoi fare.
Sta nel cercare di allontanare chi prova ad amarti.

La paura dell’abbandono è, per definizione, il timore di perdere qualcuno o qualcosa e di ritrovarsi da soli, senza riferimenti; quando va ad incidere sulla salute mentale viene chiamata “sindrome dell’abbandono” e sta in tutte le persone che hanno un motivo per soffrirne.
Non ha sempre una causa che si può comprendere in modo immediato. Da qui l’importanza di scavare a fondo dentro se stessi e, se necessario, di farsi aiutare da professionisti che sanno dove andare a cercare.

Sta in quel ricordo lontano tirato fuori in una seduta con lo psicologo. Sta in quel momento in cui da bambino ti sei sentito solo. Sta in quella perdita che ti ha segnato.

La paura dell’abbandono ha un forte impatto sulla vita relazionale e quotidiana, si può infatti tradurre nella persistente paura che le persone che amiamo possano lasciarci. Si trasforma in un pensiero intrusivo che invade le giornate e le notti.
C’era il sole quando ho pensato che mi volesse lasciare nonostante mi dicesse “ti amo”, era buio quando mi sono svegliata di colpo, perché chiamavo il suo nome, ma non rispondeva nessuno, ed era notte anche quando ho sognato la sua morte.

Sta in un pensiero improvviso. Sta in un incubo sotto il cuscino.

Ha sintomi diversi e complessi da gestire, da semplici pensieri negativi e limitanti ad attacchi di panico, ansia e sintomi somatici dati dalla separazione dai propri cari. Si può trasformare in insicurezza e, addirittura, in dipendenza affettiva o ossessione.

Sta in quel vuoto quando rimango sola Sta nel bisogno di qualcuno.

Porta con sé diverse emozioni, come la rabbia verso chi l’ha generata, verso se stessi o verso persone innocenti, o l’ansia rispetto a relazioni amorose coinvolgenti, amicizie o situazioni lavorative. A differenza di ciò che si può pensare, però, sono emozioni da accogliere e da gestire col tempo, con la comprensione, con la terapia.

La paura dell’abbandono, mi ha detto la mia psicologa, merita di essere capita e bisogna imparare a prendersene cura, perché è una parte di noi sofferente, non colpevole.

Sta nelle emozioni difficili da accettare. Sta nell’autodifesa. Sta in una carezza.