PER LA MENTE,
CON IL CUORE

Minority Stress: perché essere rifiutati dalla società fa male?

05/01/2022

Siamo esseri sociali. È una considerazione che veniva fatta già ai tempi di Aristotele nel IV secolo a.C., che più o meno possiamo dire essere circa 2500 anni fa. E non sono pochi!

Siamo esseri sociali: l’ambiente in cui veniamo al mondo di influenza.
Lo respiriamo e lo facciamo nostro, con le nostre azioni lo modifichiamo e ne veniamo al contempo modificati, in un processo circolare che a mano a mano va a dispiegare la nostra storia di vita.
Le persone che incontriamo, le voci che ascoltiamo, le parole che ci vengono dette, anche gli sguardi e i gesti che osserviamo e ci vengono rivolti, ci influenzano e li facciamo nostri.

Solo che non sempre queste voci, queste parole, questi sguardi, sono gesti d’amore.

La discriminazione può assumere tante forme e può riguardare così tante cose: il nostro aspetto, la nostra religione, il nostro genere, la nostra sessualità… anche la nostra salute mentale.

Perché lo stigma del pregiudizio circonda ancora oggi tutte queste cose. E appartenere ad una minoranza non è per niente facile quando devi affrontare, giorno dopo giorno, tutte queste difficoltà.

E allora ci si nasconde, ci si vergogna. Ci si sente anche in colpa. Perché se ascolti continuamente che la tua esistenza è un errore, beh, alla fine dopo un po’ finisci anche per crederci.

Proprio qui entrano in gioco tantissimi fattori psicologici che hanno diversi nomi: omofobia, sessismo, razzismo che diventano tutti interiorizzati. Li facciamo nostri, anche se apparteniamo a quella minoranza. Finiamo per crederci, diventano la nostra realtà: “Se sei una donna sei debole”, “Se sei gay sei sbagliato”, “Se soffri di depressione sei pesante”, “Tornatene al tuo paese”.

Tutte queste assunzioni entrano a far parte del nostro vocabolario sociale, ogni micro-aggressione subita si somma con la precedente, fino a diventare una matassa di cui non si riesce più a ritrovare l’inizio, che non ha più una fine.

Il Minority Stress è proprio questo: definisce uno stato di stress continuo e sequenziale causato dal pregiudizio e dalla discriminazione derivanti dall’appartenenza a una minoranza sociale e culturale.
E questo stress ha un impatto sulla salute dell’individuo: la continua esperienza di discriminazione proveniente dall’esterno determina, da un lato, una vigilanza costante verso l’ambiente, che viene percepito come pericoloso, dall’altro determina una vera e propria internalizzazione di queste esperienze negative, che vengono fatte proprie.

Tutti questi elementi sono dei veri e propri fattori di rischio per la salute delle persone coinvolte: si possono sviluppare isolamento, ansia, depressione, problemi dell’immagine corporea e dell’accettazione del sé, difficoltà nella costruzione dell’identità, problemi sociali.
E la lista potrebbe continuare all’infinito. Perché se senti qualcuno dirti che non vali abbastanza ogni giorno, alla fine finisci per crederci. E questo ha conseguenze devastanti.


Questo ciclo, però, può essere spezzato: perché veniamo modificati dall’ambiente, ma al tempo stesso abbiamo anche il potere di modificare ciò che ci circonda. Di migliorare noi stessi e il mondo.

E allora, pratichiamo un po’ di gentilezza. A partire da noi stessi, piano piano, sbrogliamo la matassa che ci blocca nel pregiudizio e nel dolore, nell’esclusione e nell’isolamento. Perché il cambiamento è possibile e parte da noi.

Fonte: Brooks, V.R. (1981). The theory of minority stress. In: Brooks VR, editor. Minority stress and lesbian women. Lexington (MA): Lexington Books; p. 71–90.

Scritto da Angelica Pipitò
per il progetto Attivismo digitale

Utilizziamo i cookies per garantire la corretta funzionalita' del sito e per tenere conto delle tue scelte di navigazione in modo da offrirti la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizziamo anche cookies di terze parti. Per saperne di piu' consulta le nostre Privacy Policy e Cookie Policy.
Continuando nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizziamo i cookies per garantire la corretta funzionalità del sito e per tenere conto delle tue scelte di navigazione in modo da offrirti la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizziamo anche cookies di terze parti. Per saperne di più consulta le nostre Privacy Policy e Cookie Policy. Continuando nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.

Chiudi