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Itaca blog
28 Ottobre 2026

Gli itinerari del benessere organizzativo

Promossa da ING Italia, la guida nasce dal confronto e dalla collaborazione fra un ampio network di organizzazioni: Alastair Shooting Star Fund, Dynamo Camp, Marsh Jointly, Fondazione Progetto Itaca ETS e Valore D.

Disponibile gratuitamente sul sito di ING Italia e dei partner, offre dati, strumenti pratici e domande per aiutare persone, manager, team e organizzazioni a trasformare l’ascolto in azioni concrete.

Dalla guida alla pratica

10 indicazioni per il benessere organizzativo

La guida “Itinerari del benessere organizzativo” può essere consultata integralmente oppure utilizzata in modo modulare, partendo dai temi più rilevanti per persone, manager, team e organizzazioni.

Queste indicazioni, che non hanno la pretesa di essere esaustive, ne traducono i contenuti in esempi operativi utili per migliorare la qualità del lavoro quotidiano.

  1. Chiarire le priorità. Distinguere ciò che viene prima e ciò che può essere riprogrammato, delegato o non più necessario.
  2. Allineare obiettivi e risorse. Verificare la coerenza tra obiettivi, priorità, tempi, risorse e competenze, individuando tempestivamente eventuali ostacoli.
  3. Proteggere concentrazione e recupero. Ridurre interruzioni e pianificare riunioni in modo efficace, favorire momenti di concentrazione, rispettare tempi di pausa e di recupero, individuali e di team.
  4. Concordare regole digitali chiare. Definire insieme quali canali usare, come riconoscere le priorità, quali tempi di risposta sono attesi e preservare i momenti di disconnessione.
  5. Rendere normale chiedere supporto. Creare un contesto in cui si possano segnalare difficoltà, condividere dubbi o portare punti di vista diversi e individuare insieme le risorse utili ad affrontarli.
  6. Ascoltare i fatti, senza interpretare le persone. Nei confronti, partire da situazioni osservabili e concentrarsi su lavoro, priorità, risorse e supporti, rispettando la sfera personale.
  7. Favorire partecipazione e accessibilità. Verificare che modalità di lavoro, strumenti e opportunità permettano a tutte le persone di contribuire, individuando eventuali barriere e possibili azioni per ridurle.
  8. Investire in competenze applicabili. Collegare gli obiettivi di sviluppo alle esigenze lavorative e creare occasioni per mettere in pratica quanto appreso, ricevere feedback e mettere le conoscenze a fattor comune.
  9. Considerare fasi di vita e bisogni diversi. Evitare approcci uniformi e offrire flessibilità, soluzioni e canali dedicati, coerenti con bisogni e fasi di vita differenti.
  10. Trasformare l’ascolto in azione. A partire dall’osservazione, definire un passo concreto, responsabilità chiare, un risultato osservabile e un momento in cui verificare l’effetto, decidendo cosa mantenere, adattare o interrompere.
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