Quando l’ascolto fa la differenza: parlare di salute mentale nelle scuole
Di Maria Pagano — Volontaria Attivismo Digitale, Progetto Itaca
Negli ultimi anni la salute mentale degli adolescenti è emersa come una delle sfide educative e sociali più urgenti del nostro tempo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 75% delle persone che sviluppano un disturbo mentale avrebbe potuto riconoscere segnali d’allarme già tra i 15 e i 25 anni. Intervenire in questa fase significa aumentare la consapevolezza, ridurre lo stigma e favorire l’orientamento verso la cura — prima che il disagio diventi silenzioso o invisibile.
Il progetto nelle scuole
Il project work portato avanti con Progetto Itaca si propone di promuovere la consapevolezza sulla salute mentale tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, attraverso incontri di prevenzione e sensibilizzazione nelle principali città italiane.
Gli incontri integrano divulgazione scientifica, partecipazione attiva e strumenti digitali, e sono guidati da tre obiettivi operativi: fornire informazioni corrette, ridurre lo stigma e incoraggiare la richiesta di aiuto. Le figure coinvolte sono un relatore principale — uno psichiatra — affiancato dai volontari di Progetto Itaca, appositamente formati per la conduzione degli incontri nelle scuole.
Ascoltare i giovani, davvero
Dall’elaborazione tramite intelligenza artificiale delle risposte degli studenti ai sondaggi mostrati durante gli incontri emergono pattern ricorrenti e una rappresentazione culturale significativa del modo in cui gli adolescenti interpretano il benessere e il disagio psicologico.
Questo approccio supera una lettura intuitiva o frammentaria dei dati: ha consentito di trasformare migliaia di risposte in una mappa interpretativa dei bisogni, rendendo visibili tendenze che altrimenti sarebbero rimaste disperse. Non si tratta soltanto di ascoltare i giovani, ma di strutturare l’ascolto per intervenire in modo mirato — rafforzando il dialogo tra ricerca, scuola, famiglie e società.
L’esperienza diretta: Torino
Partecipare personalmente ad alcuni incontri svolti in un istituto superiore di Torino ha permesso di osservare concretamente l’impatto del progetto. L’interazione diretta con gli studenti ha mostrato come un approccio dialogico e partecipativo renda il tema della salute mentale più accessibile e condivisibile.
Portare la salute mentale in uno spazio quotidiano e familiare — la scuola — significa incontrare i ragazzi dove già sono, offrendo informazioni corrette, un linguaggio chiaro e occasioni di confronto prima che il disagio diventi silenzioso. Parlare di emozioni, segnali e difficoltà in un contesto educativo significa legittimare il vissuto, riconoscerlo, accettarlo.
Consapevolezza come prevenzione
Comprendere il funzionamento della mente, distinguere tra disagio e disturbo, conoscere le possibilità di cura e i servizi disponibili: tutto questo riduce la paura e rafforza la capacità di agire. Quando è accessibile e partecipata, l’informazione diventa prevenzione concreta.
Il passaggio culturale più rilevante consiste nel considerare la salute come un’unica realtà, superando la separazione tra corpo e mente. Quando questa distinzione perde forza, diventa più naturale prendersi cura di sé — e normalizzare la richiesta di aiuto significa, prima di tutto, autorizzarsi a nominare il proprio vissuto.
Comunicare la salute mentale: un processo a due vie
Il lavoro nelle scuole conferma un principio centrale della comunicazione scientifica e sanitaria: la comunicazione efficace non è un processo unidirezionale. Richiede ascolto e integrazione degli input di chi riceve il messaggio. Solo comprendendo rappresentazioni, resistenze e domande emergenti è possibile costruire contenuti realmente accolti.
L’integrazione tra ascolto strutturato, analisi dei dati e restituzione comunicativa dimostra come la comunicazione sulla salute mentale possa diventare uno strumento attivo — per orientare politiche educative, strategie comunicative e percorsi di prevenzione.
Conclusione
Il valore più profondo degli interventi nelle scuole sta nel creare le condizioni affinché i giovani possano leggere, nominare e rispettare la propria esperienza emotiva, senza vergogna e senza paura.
La trasformazione culturale della salute mentale nelle scuole passa dalla capacità di ascoltare in modo sistematico, interpretare in modo critico e intervenire in modo consapevole. È un passo concreto verso una società più empatica, più informata e più capace di prendersi cura di sé e degli altri.
Maria Pagano è volontaria del team di Attivismo Digitale di Progetto Itaca. Gli articoli di Attivismo Digitale rappresentano il punto di vista dei volontari e contribuiscono alla missione di Progetto Itaca di promuovere la consapevolezza sulla salute mentale.