18 Dicembre 2023

Giacomo Trifirò, giovane imprenditore di ventinove anni originario di Lecco, è il fondatore di Egoris, brand emergente di borse e accessori. In un gesto che riflette la sua sensibilità al tema della salute mentale, ha deciso di donare parte del ricavato della vendita della sua prima collezione “Holiday Season” a Progetto Itaca.

Nell’intervista che segue, Giacomo ci racconta il suo viaggio imprenditoriale, i valori che guidano Egoris e la sua ispirazione dietro questa lodevole scelta di contribuire attivamente a una causa di grande rilevanza sociale.

  1. Come nasce e cos’è Egoris?

Egoris nasce dalla volontà di esprimere, di creare un progetto che fosse veramente mio a 360 gradi. Volevo che il brand rispecchiasse non solamente una serie di prodotti, ma anche il saper fare artigianale made in Italy, un patrimonio immateriale che solo un paese come il nostro può vantare. Sicuramente l’influenza dei miei nonni ha avuto un ruolo fondamentale: loro che avevano, nei primi anni ’50, una sartoria vicino Milano che, oltre ai molti capi prodotti, confezionava anche abiti sartoriali su misura per i facoltosi visitatori del Teatro Alla Scala.
Egoris oggi è un progetto nuovo, appena nato, che punta alla qualità, all’inclusione di tutti e alla cura meticolosa dei materiali.

2. Perché avete a cuore il tema della salute mentale?

Da prima che iniziassi il progetto, ho avuto numerosi cambiamenti nella mia vita personale che hanno un po’ cambiato il mio modo di pensare e rimodulato le mie priorità. Andare a vivere da solo, aprirmi a nuove avventure, uscire dalla zona di comfort, sono tutti step fondamentali per crescere ma che, molto spesso, ti lasciano delle insicurezze e delle paure che non avevi mai conosciuto prima.
Uscire dai “binari” di un lavoro canonico per avviare un progetto nuovo, aveva creato in me molta ansia e pressione che ho subito cercato di comprendere e curare grazie a un percorso di terapia. Dopo i primi momenti di incertezze e diffidenza, mi sono reso conto dell’importanza di questo percorso, per ognuno di noi. Proprio per questo motivo, volevo che il benessere mentale di cui mi stavo prendendo cura, fosse il più possibile accessibile e fruibile anche ad altri.


3. Come avete conosciuto Progetto Itaca?

Ho conosciuto Progetto Itaca grazie a una mia conoscenza che, studiando nell’ambito sanitario a Milano, mi aveva parlato bene dei progetti e della missione che guidava la Fondazione.
Da subito, senza pensarci troppo, ho contattato Lorenzo che si è mostrato subito disponibile e contento di conoscerci. Durante la call ho avuto modo di confrontarmi con lui in merito ai diversi ambiti d’intervento della Fondazione e, inoltre, mi rendevo sempre più conto che lo scopo che volevo perseguire era esattamente quello: distaccarmi dal brand come pura apparenza, ma piuttosto costruire un aiuto concreto a una realtà virtuosa che sentivo sempre più vicina.

4. In cosa consiste la collaborazione?

Da sempre sentiamo ripetere come “il bene deve essere fatto in silenzio” ma, nonostante ciò, dentro di me pensavo che se, in qualche modo, il mio progetto fosse stato in grado di aiutare anche solo un ragazzo in difficoltà, mi sarei sentito realizzato e orgoglioso di tutto il percorso fatto negli ultimi mesi.

Per la nostra prima campagna ‘Holiday Season’, devolveremo il 5% di ogni acquisto sul nostro store a Fondazione Progetto Itaca, sperando che in futuro si possa continuare su questa strada e avviare dei progetti nuovi e sempre più inclusivi e a supporto delle persone.