Milano, 28.10.26 – Il benessere organizzativo è definito, in linea con i principi promossi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, come la capacità di un’organizzazione di promuovere mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale delle persone. Oggi significa guardare alla qualità complessiva dell’esperienza di lavoro e alle condizioni che permettono alle persone di contribuire, crescere e collaborare nel tempo, a vantaggio anche degli impatti sul business.
È questo legame tra qualità dell’esperienza lavorativa e qualità della performance a emergere anche dai dati: le aziende che adottano strategie di Corporate Wellbeing registrano fino al 20% di produttività in più, mentre le evidenze sperimentali associano a un maggiore benessere un incremento medio della produttività di circa il 10% (Marsh Jointly e The European House – Ambrosetti, 2024; De Neve, Krekel e Ward, 2019).
Allo stesso tempo, le evidenze richiamano l’attenzione sulla qualità dell’esperienza di lavoro: 12 miliardi di giornate lavorative vengono perse ogni anno nel mondo per depressione e ansia, con un costo stimato di 1.000 miliardi di dollari in termini di produttività (WHO, Mental health at work, 2026). In Italia, il 36% delle oltre 11.000 persone coinvolte nella ricerca LONG-boarding di Valore D indica la stanchezza come stato d’animo prevalente negli ultimi sei mesi di lavoro.
È in questo contesto che ING Italia, insieme ad Alastair Shooting Star Fund, Dynamo Camp, Marsh Jointly, Fondazione Progetto Itaca ETS e Valore D presenta “Gli itinerari del benessere organizzativo”, una guida pratica, gratuita e scaricabile dal sito di ING Italia (www.ing.it/chi-e-ing/area-stampa/news/gli-itinerari-del-benessere-organizzativo.html), che propone un approccio concreto alla qualità del lavoro, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il più possibile buone pratiche di benessere organizzativo tra realtà diverse, facendo leva sul network delle organizzazioni coinvolte.
La Guida parte da un assunto semplice: il benessere organizzativo non coincide con la somma di benefit economici e non può essere affidato soltanto alla capacità delle singole persone di adattarsi. Dipende anche dalla qualità del contesto in cui si lavora, un mix che unisce molteplici elementi come priorità, carichi di lavoro, processi, relazioni, leadership, opportunità di sviluppo, inclusione e uso della tecnologia.
La Guida affronta il tema partendo da due profonde trasformazioni che attraversano oggi tutte le organizzazioni.
Da un lato, la presenza di quattro generazioni negli stessi contesti di lavoro invita a considerare bisogni diversi nelle varie fasi della vita professionale e personale, attraverso modalità di lavoro, opportunità di apprendimento, percorsi di sviluppo e soluzioni di welfare più flessibili e differenziate.
Dall’altro, l’intelligenza artificiale sta modificando attività, competenze e modalità di collaborazione: il 25% dei lavoratori dichiara di essere preoccupato per il suo impatto sul proprio lavoro, mentre il 35% si sente pronto a collaborare con l’AI (BEF Index dell’Osservatorio BenEssere Felicità, Ipsos-Doxa, 2026). La tecnologia può semplificare le attività e sostenere l’apprendimento, accompagnarne l’adozione attraverso competenze, consapevolezza e modalità di utilizzo sostenibili diventa quindi parte integrante della qualità del lavoro.
La Guida propone un percorso modulare, che osserva il benessere organizzativo da 4 prospettive – persona, manager, team e organizzazione – e 7 dimensioni interconnesse: dalla salute psicologica e fisica alla qualità del lavoro, dalle relazioni all’inclusione, fino allo sviluppo, al benessere digitale e alle diverse fasi di vita. A guidare la riflessione attraverso questi percorsi è un metodo comune in 5 passaggi – comprendere, osservare, orientarsi, agire e verificare – affiancato da domande e bussole operative per supportare azioni concrete e verificabili.
Competenze diverse, un lavoro condiviso
La pubblicazione è il risultato di un lavoro condiviso tra organizzazioni con esperienze e prospettive complementari, che hanno messo a disposizione competenze, evidenze e punti di vista maturati nei rispettivi ambiti.
- ING: banca europea di origine olandese con presenza globale in più di 100 Paesi, 41 milioni di clienti e 60.000 dipendenti. Da 13 riconosciuta in Italia come Top Employer, ha promosso lo sviluppo della guida e portato l’esperienza nel creare le condizioni ottimali affinché ogni persona possa dare il meglio di sé nel suo contributo alla crescita del business;
- Alastair Shooting Star Fund: sostiene l’accesso di adolescenti e giovani adulti a programmi dedicati alla salute mentale, alle dipendenze e alle difficoltà comportamentali. Ha portato alla Guida una prospettiva centrata sulla prevenzione, sulla riduzione dello stigma e sul supporto alle persone e alle famiglie più vulnerabili.
- Dynamo Camp: offre programmi di Terapia Ricreativa a minori con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o disabilità. Ha partecipato alla Guida con un approccio basato sulla valorizzazione delle capacità, sulla partecipazione e sulla costruzione della fiducia in sé.
- Fondazione Progetto Itaca: promuove informazione, prevenzione e supporto nell’ambito della salute mentale, affiancando persone e famiglie. Ha contribuito con la propria esperienza nel riconoscere i segnali di difficoltà, orientare verso la cura e contrastare stigma e pregiudizi.
- Marsh Jointly: realtà che progetta soluzioni integrate di corporate wellbeing, welfare e supporto alla persona e alla famiglia, con un approccio consulenziale e basato sui dati. Ha contribuito con le sue competenze su ascolto organizzativo, work-life integration, accessibilità dei servizi e trasformazione dei bisogni in interventi concreti.
- Valore D: associazione di imprese specializzata in parità di genere, inclusione e sostenibilità dei percorsi professionali. Ha portato alla Guida evidenze e competenze su longevità lavorativa, fasi di vita, appartenenza e contrasto alle discriminazioni.
«Le evidenze mostrano che il lavoro sta cambiando e, con esso, cambia il modo in cui guardiamo alla qualità dell’esperienza lavorativa.» dichiara Costanza Ramorino, Head of HR, ING Italia “Come ING abbiamo promosso questo percorso mettendo in rete competenze ed esperienze, nella convinzione che il benessere organizzativo rappresenti una responsabilità condivisa e una leva per la qualità del lavoro e la sostenibilità dei risultati.» Continua Ramorino: «”Gli itinerari del benessere organizzativo” è il risultato di un lavoro comune, una risorsa dedicata a persone, manager, team, professionisti HR e organizzazioni e il suo valore sarà legato alla capacità di utilizzarlo nei diversi contesti per stimolare un nuovo tipo di conversazione attorno alla dimensione lavorativa, definire azioni coerenti e verificarne gli effetti, in coerenza con le numerose attività interne che stiamo sviluppando per le persone e a supporto dell’’esperienza lavorativa.»
La Guida potrà essere consultata integralmente oppure utilizzata in modo modulare ed è disponibile gratuitamente per il download sul sito di ING Italia all’indirizzo https://www.ing.it/chi-e-ing/area-stampa/news/gli-itinerari-del-benessere-organizzativo.html e sul sito di Fondazione Progetto Itaca: https://progettoitaca.org/blog/gli-itinerari-del-benessere-organizzativo/.
A completarla, 10 indicazioni operative traducono alcuni dei suoi principi in esempi concreti applicabili alla quotidianità del lavoro.
I commenti dei partner
“Lavorare più a lungo non basta: dobbiamo poter lavorare bene, a ogni età e in ogni fase della vita. I dati della ricerca LONG-boarding mostrano che la salute è un ecosistema che l’organizzazione contribuisce a nutrire ogni giorno. Prendersene cura non è un benefit: è una condizione per la sostenibilità delle imprese” commenta Ulrike Sauerwald Head of research and knowledge management Valore D