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Depressione in gravidanza e nel post-partum

Depressione in gravidanza e nel post-partum

04/12/2018

Un innovativo progetto di prevenzione e trattamento avviato presso l’Ospedale A. Manzoni di Lecco

Un progetto nato nel maggio 2015 dalla collaborazione tra Progetto Itaca, il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ospedale di Lecco e il sostegno di vari attori: Fondazione Comunitaria del Lecchese onlus, ASST di Lecco, Confindustria Lecco e Sondrio, Camera di Commercio di Lecco, Inner Wheel Club di Lecco e la Fondazione Frassoni. 

Ma cos’è la depressione in gravidanza e nel post-partum?
Quando si parla di depressione perinatale si fa riferimento a uno specifico momento che colpisce circa il 10-15% delle donne e consiste in un vero e proprio stato depressivo diagnosticabile attraverso la somministrazione di appositi test stabiliti da linee guida internazionali. Attraverso questo progetto si è voluto attivare un intervento preventivo dei disturbi depressivi perinatali, che mettono a serio rischio la salute psicologica della madre e la sua capacità di relazionarsi positivamente con il nuovo nato, con possibili ripercussioni sullo sviluppo del bambino.

Il progetto prevede una prima fase di informazione e sensibilizzazione delle donne in gravidanza attraverso un incontro svolto all’interno di corsi pre-parto. Altre due fasi sono previste nel post partum: durante la degenza e all’ottantesimo giorno di vita del neonato. In questi tre momenti le mamme vengono informate dal personale e vengono inviate a rispondere a due questionari con l’obiettivo di effettuare uno screening. 
Qualora sia presente un segnale significativo a una delle due scale (Edinburgh Postnatal Depression Scale – EPDS e General Health Questionnaire – GHQ), le pazienti vengono ricontattate entro una settimana per un colloquio che ha lo scopo di verificare i risultati emersi dallo screening e per effettuare una valutazione diagnostica della sintomatologia; qualora risulti necessario, si suggerisce una visita psichiatrica per un sostegno farmacologico. 
Nell’ultima fase si propone un trattamento attraverso dei colloqui psicologici alla madre che ha durata di almeno 6 mesi e prevede una serie di incontri con cadenza mensile. Ogni situazione prevede anche un follow-up a distanza di 4-6 mesi per monitorare l’evoluzione o meno della sintomatologia.  

Nel 2017 sono stati distribuiti 3200 questionari, di questi 250 sono risultati positivi. A ogni donna con screening positivo è stato proposto un colloquio psicologico: 140 hanno accettato una presa in carico psicologica continuativa; 40 hanno svolto solo il primo colloquio, in quanto la loro sintomatologia era associata al baby blue o già in carico ad altre strutture. Altre 15 sono state inviate presso i servizi di zona, infine le restati 55 hanno rifiutato un trattamento ritenendo di non aver bisogno di un supporto psicologico. 

Dr.ssa Cinzia Galletti
Psicologa presso il Polo Ospedaliero
A. Manzoni di Lecco

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