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Una terapia per l’umorismo

24/11/2021

La risata è contagiosa: quando vediamo un bambino ridere il mondo sembra stranamente più luminoso e non possiamo quasi fare a meno di sorridere anche noi in risposta al suo spontaneo e genuino umorismo.
E l’umorismo in realtà sta diventando anche popolare della ricerca scientifica psicologica, che ci dice che il “senso dell’umorismo” è proprio un tratto di personalità con sue speciali componenti cognitive, comportamentali, emotive e sociali.

Sì, perché l’umorismo ci aiuta anche nelle relazioni con gli altri!
La “risata sociale” ci permette di rafforzare la coesione di gruppo, facilitando scambi di pensieri e di idee. Ci permette di riflettere sugli eventi attraverso una prospettiva diversa, meno negativa e buia, aiutandoci anche ad affrontare i problemi che incontriamo nella nostra personale storia di vita.

Sì, perché l’umorismo ci aiuta anche nelle relazioni con gli altri!
La risata sociale ci permette di rafforzare la coesione di gruppo, facilitando scambi di pensieri e di idee.
Ci permette di riflettere sugli eventi attraverso una prospettiva diversa, meno negativa e buia, aiutandoci anche ad affrontare i problemi che incontriamo nella nostra personale storia di vita.

Già nel 1998 uno degli autori più importanti della letteratura psicologica, Ellis, utilizzava l’umorismo e il paradosso per mettere in discussione quelle idee irrazionali e catastrofiche che ogni tanto ci arrivano come onde che non riusciamo a controllare, permettendo così ai suoi pazienti di trasformare le emozioni e i sentimenti negativi con il pensiero critico e di vedere gli eventi in modo più realistico e affrontabile.

L’umorismo ha quindi il suo ruolo anche all’interno della terapia: permette di “mettere le cose in prospettiva”, guardandole dall’esterno attraverso la lente dell’ironia e mettendo quella giusta distanza critica tra ciò che proviamo e percepiamo e ciò che il mondo realmente è.
In sostanza, l’umorismo ci permette di coltivare quella che è definita come “metacognizione” e cioè la consapevolezza dei propri pensieri e di come questi influenzano le nostre emozioni e i nostri comportamenti. L’umorismo, quando è adattivo, ci permette di attraversare gli eventi con resilienza, affrontando le turbolenza che troviamo lungo il nostro percorso.

Umorismo adattivo? Sì, perché stiamo parlando di un umorismo auto-valorizzante e affiliativo, e non svalutante, che ha una funzione sociale ben precisa: permette di creare relazioni e di mantenerle nel corso del tempo, sviluppando coesione e senso di appartenenza al gruppo, che coltiva l’auto-consapevolezza e che aiuta a gestire il proprio vissuto emotivo, comprendendo se stessi e gli altri.

Essendo un elemento utile nelle relazioni sociali, sembra inevitabile il nesso con la relazione terapeutica. Sì, perché ciò che è davvero importante nel rapporto che si crea tra terapeuta e paziente è proprio la relazione tra due esseri umani che lavorano insieme per il benessere. E non è un compito facile.
Nel setting terapeutico, attraverso l’autentica unicità di terapeuta e paziente, si sviluppa inevitabilmente anche la funzione dello humor: l’ironia e la risata permettono infatti di sdrammatizzare, di costruire una relazione sociale basata sullo scambio genuino del proprio mondo interiore, di aprire prospettive nuove per le situazioni in cui il paziente si trova in quel momento, favorendo dunque una salda alleanza terapeutica.

L’umorismo viene anche utilizzato nella riabilitazione di pazienti definiti come gravi, cioè di quei pazienti con compromissioni considerevoli nelle sfere della vita personale, sociale e lavorativa causate proprio dalla sofferenza generata dal disturbo di personalità che viene loro diagnosticato.
Molto spesso queste persone tendono ad avere molte difficoltà nei rapporti sociali e di conseguenza si isolano, cristallizzandosi nel loro dolore. E le ultime ricerche ci dicono proprio che con questi pazienti si possono sviluppare interventi terapeutici di gruppo basati sull’umorismo per favorire lo sviluppo della regolazione e della comprensione delle emozioni, della consapevolezza di sé, di corrette strategie di coping e della metacognizione.

Quindi, la risata è contagiosa e può aiutarci a prenderci cura di noi.
La vita è fatta di alti e bassi e la guarigione segue questo andamento, come processo continuo, come scelta coraggiosa che caratterizza il nostro stare al mondo in modo autentico e sincero. E l’ironia e l’umorismo ci aiutano a mettere le cose in prospettiva, distanziandoci quel tanto che basta dalle emozioni dolorose senza però smettere di viverle e ascoltarle. Perché la risata è contagiosa e ogni emozione va accolta, perché vale la pena di essere vissuta.

Fonte: Scarinci, A., Tripaldi, S., Brunori, G., Amadio, L., & Pontuale, D. (2021). Humor-Based Psychoeducational Program with Patients in Psychiatric Rehabilitation: Preliminary Study. Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 27(3), 317-334.

Scarinci, A. (a cura di). (2018). Umorismo e psicoterapia. Quando una risata fa bene. Alpes Editore.

Scritto da logos_e_psyche
per il progetto Attivismo digitale

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